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Provini di Calcestruzzo e Prova Statica nelle Nuove Norme Tecniche. Lettera del prof. Mario Collepardi al sito dell’Ordine Ingegneri Agrigento.

2 luglio 2009

provino cubetto calcestruzzoPubblichiamo la lettera che il prof. Mario Collepardi ci ha inviato, su nostro invito, riguardo il suo articolo pubblicato su enco-journal e riproposto sul nostro sito il 27.Giu.’09 “Responsabilità nelle Opere in Cemento Armato secondo le Nuove Norme Tecniche”.
A seguito del commento lasciato su questo sito da Michele il 2.Lug.’09: ”Mi hanno detto che in mancanza dei provini e dei calcoli dei cementi armati si puo’ ricorrere alla prova statica. Come si procede ed e’ oneroso economicamente. A chi ci si rivolge?“,
abbiamo chiesto al prof. Mario Collepardi un suo intervento.
Pubblichiamo la lettera che ci ha gentilmente inviato:

Mario Collepardi“Gentile Ing. Agnello,
Prima di rispondere alle domande di Michele, segnalo dove trovare una documentazione molto più approfondita su questo argomento: nel N. 42 di Enco Journal 2008 è stato pubblicato un articolo dell’Ing. Silvia Collepardi intitolato “Contestazioni nelle opere in c.a. alla luce delle recenti disposizioni ministeriali (D.M. 14 gennaio 2008)

Il mio ultra-sintetico articolo “Responsabilità Secondo le Nuove NTC nelle Opere in c.a. e c.a.p. chi le conosce?” pubblicato sull’ultimo numero di Enco Journal aveva il solo scopo di provocare dubbi nei professionisti coinvolti nelle costruzioni in C.A. e C.A.P.

Le idee di Michele (e di tanti altri professionisti) sono un pò confuse.
Con le nuove NTC del DM 14 Gennaio 2008 (obbligatorie dall’1 Luglio 2009) i provini in corso d’opera per la determinazione della Rck del calcestruzzo fornito debbono essere prelevati a cura del DL o di un suo tecnico di fiducia. Infatti al § 11.2.5.3 delle NTC, si precisa che:

Il prelievo dei provini per il controllo di accettazione va eseguito alla presenza del DL o di un tecnico di sua fiducia che provvede alla redazione di apposito verbale di prelievo e dispone l’identificazione dei provini mediante sigle indelebili, etichettate individuabili; la certificazione del laboratorio prove materiali deve riportare il riferimento a tale verbale”.

Se il DL non adempie a questi controlli è responsabile penalmente e civilmente delle eventuali carenze derivanti da un calcestruzzo difforme dalle prestazioni che il progettista deve aver indicato nel progetto in base a quanto richiesto dai paragrafi § 11.2.1 e 11.2.11.

Se il Progettista è inadempiente perché non prescrive nel progetto le prestazioni del calcestruzzo necessario diventa penalmente e civilmente responsabile dai danni (per es. crollo dopo un sisma) derivanti dall’assenza di queste prescrizioni.

La “prova statica”, cui si riferisce Michele per valutare la qualità del calcestruzzo della struttura, secondo quanto è precisato nel § 11.2.5 delle NTC non è assolutamente sostitutiva delle prove sulla fornitura del calcestruzzo in corso d’opera.

L’obiettivo della prova statica è quello di accertare con prove distruttive (carotaggi) e/o non distruttive (sclerometria, ultrasuoni, ecc) se l’impresa ha messo in opera il calcestruzzo in modo correttamente accettabile tenendo presente che oggettivamente la resistenza del calcestruzzo della struttura è inevitabilmente inferiore a quella indicata nel progetto da determinare sui provini cubici per le maggiori difficoltà esecutive di compattare e stagionare una struttura armata rispetto a un semplice cubetto.

Quale differenza è tollerata dalle NTC?
Ebbene, il valor medio della resistenza del calcestruzzo in opera deve essere almeno eguale all’85 % del valor medio della resistenza di progetto come richiesto dal §11. 2. 6 delle NTC. Se ciò non avviene occorre verificare la sicurezza dell’opera.
Cordiali saluti” Mario Collepardi

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3 Responses to Provini di Calcestruzzo e Prova Statica nelle Nuove Norme Tecniche. Lettera del prof. Mario Collepardi al sito dell’Ordine Ingegneri Agrigento.

  1. franco on 3 luglio 2009 at 07:42

    G.mo Prof. Mario Collepardi,

    ringrazio , anche a nome del Consiglio dell’Ordine di Agrigento, per la chiarissima esposizione sull’argomento.

    Ing. Franco Vitellaro

  2. ing. Lugi Cicioni on 8 settembre 2009 at 09:44

    Tempo di cambiare.
    Mi rivolgo a tutti i progettisti e direttori dei lavori per opere in cemento armato.
    Penso che sia giunto il momento di cambiare radicalmente il modo di collaudare le strutture.
    Innanzitutto tutti sappiamo che i provini in c.a. che vengono sottoposti a verifica provengono non dal cantiere ma dalle centrali di betonaggio, e non saranno certamente le nuove norme col verbale di prelivo a cambiare questa usanza. Visto che le cose stanno in questa maniera, direi che sarebbe più aedeguato lasciare alle centrali di betonaggio l’onere della certificazione della classe del calcestruzzo e svincolarlo definitivamente dalle prove di collaudo, anche perché il calcestruzzo dei cubetti non fa ovviamente parte della struttura da collaudare.
    Stesso discorso vale ovviamente per le barre di acciaio: non serve assolutamente a niente fare la prova distruttiva sull’acciaio da cantiere, e non c’è bisogno di dilungarsi in tale argomento perché ne siamo tutti consapevoli.
    Il colludo vero e proprio dovrebbe riguardare in realtà solamente la struttura eseguita ed è qui che dovremmo concentrare la nostra attenzione. Se guadiamo bene la normativa in ciò è estremamante carente.
    Non si parla innanzitutto di collaudo “locale”o “globale” come in effetti sarebbe necessario oltrechè opportuno anche in vista delle sollecitazioni sismiche.
    Il collaudo locale dovrebbe riguardare la prova di resistenza non distruttiva dei punti critici ovvero le zone delle travi o dei pilastri maggiormente sollecitati che il progettista non avrebbe ovviamente nessuna difficoltà ad indicare.
    Il collaudo globale, da eseguire su strutture di una certa importanza, dovrebbe riguardare una prova di carico della struttura stessa eseguita in maniera tale che le sollecitazioni e gli spostamenti relativi la coinvolgessero nel suo complesso.
    Credo che le cose si semplificherebbero in favore della qualità e ci toglieremmo di mezzo una certa letteratura che ormai ha fatto il suo tempo.
    Cordiali saluti.

  3. antonio on 22 ottobre 2009 at 20:24

    ho costruito casa di recente 2006 il mio direttore lavori o meglio il geometra non mi ha consegnato il certificato di agibilita o abitabilita poiche non mi ha fatto i provini del cemento dicendomi che me li deve fare ormai sono stanco di questa situazione e non so quale strada prendere .lui mi dice che alla fine nonsono cosi importanti e che comunque il compito di prendere iprovini era compito mio o del costruttore e che tra l altro non era nel contratto.chiedo gentilmente delucidazione e la strada da prendere .grazie

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